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venerdì 2 gennaio 2015

Alterare l'agenda 2015

Ci eravamo lasciati nel 2014 con la parola agenda.. direi di riprendere da lì!

In origine questa era solamente una anonima agenda della banca che ho deciso di alterare perchè l'interno è completamente dedicato ai Promessi Sposi di Manzoni, romanzo odiato dai più sui banchi di scuola e che personalmente avevo apprezzato. 
Per cui questo tuffo nostalgico nel passato ho deciso di valorizzarlo con dei colori vivi e accesi che mi ricordassero la mia felice adolescenza.

felicità , allegria, spensieratezza e burrasche sentimentali sono gli elementi che  ricordo di più, per cui esplosione già nella base a righe diagonali bianche e verde. Matite colorate che non mancavano in quegli anni in cui la smemoranda sembrava una valigia; biscotti e tè per fare merenda con gli amici durante i compiti e testa tra le nuvole a pensare al principe azzurro.

Look easy e senza troppi drappeggi per far risplendere questo 2015!

E voi siete pronti per ripartire?












lunedì 22 settembre 2014

Il Richiamo del Mare

Mi manca il mare.

Mi manca terribilmente il mio porto sicuro, il mio rifugio sereno.
Il posto dove spogliarsi di tutto e godersi la propria semplicità.
Il mare e l’acqua li sento come il mio elemento: mi donano un senso di pace con i loro movimenti monotoni e con le burrasche irrefrenabili. 
Pace ed Inquietudine.




mercoledì 29 gennaio 2014

Ancora qui - Ricorderò

Ancora qui
ancora tu
ora però
io so chi sei
chi sempre sarai
e quando mi vedrai
ricorderai
ancora qui
ancora tu
e spero mi perdonerai
tu con gli stessi occhi
sembri ritornare a chiedermi di me
di come si sta
e qui dall’altra parte
come va
l’erba verde
l’aria calda
sui miei piedi
e sopra i fiori
si alza un vento tra i colori
sembri quasi tu
anche il cielo cambia nome
così bianco quel cotone
è veloce che si muove
perso in mezzo al blu.
E’ un qualcosa in te
è quel che tornerà
come era già
ancora qui
ancora tu
e quel che è stato
è stato ormai
e con gli stessi occhi
sembri ritornare a chiedermi di me
di come si sta e in questo strano mondo
come va
ritornerai e ritornerò
e ricorderai
ricorderò
ritornerai, ritornerò.
ricorderai, ricoderò
ricorderai, ricorderai
ricorderai, ricorderò
ricorderai, ti ricorderò
ricorderai, ricorderò

ricorderai, ricorderò.

[Ancora qui - Elisa]

Dedicata alla persona con cui ho condiviso tutte le mie più grandi passioni, le mie più ferme convinzioni e i miei più radicati valori, che sono certa veglierà su di me per sempre.
Sarai per sempre nel mio cuore.
Riposa in pace.
Ti voglio bene.

venerdì 15 novembre 2013

Staffetta: Se fossi un uomo

Non ho mai creduto nei ruoli o nelle etichette.
Credo che ognuno di noi abbia dentro di sé una parte sia femminile che maschile.
A volte dico che nella vita precedente sono stata un uomo perché ci sono momenti in cui mi sento forte, temeraria, coraggiosa e protettiva, sento che niente e nessuno mi può scalfire.. ma poi mi dico che essere un uomo non è solo questo e se fossi un uomo..

Cercherei il dialogo con chi amo, per alleggerirne i problemi;avrei fretta di arrivare a casa per baciare la mia donna sul collo; regalerei dei fiori quando meno se lo aspetta solo per vederla sorridere; le accarezzerei i capelli mentre si sta addormentando; la prenderei con passione perché non c’è nulla di sporco nel sesso quando c’è l’amore;  non nasconderei le mie debolezze o le mie lacrime nei momenti difficili; non cascherei nel tranello dei ruoli della coppia; andrei a prendere i bambini a scuola per vedere la loro allegria; cucinerei insieme nuove ricette; canterei una canzone mentre si va in vacanza; preparerei sorprese sempre nuove; affronterei i problemi di petto senza nascondere la testa sotto la sabbia; coltiverei le mie passioni perché la famiglia non è una gabbia ma un arricchimento reciproco; lascerei lo spazio a chi mi sta vicino per potersi esprimere; …

..se fossi un uomo sarei un individuo con le sue qualità e i suoi difetti.. come tutti.
io non sono quest'uomo che descrivo, ma sono felice di averlo trovato e sposato e dedico questo post a lui, al principe consorte, perchè per quanto io passi dei momenti di sconforto so che potrò sempre contare su di lui, so che lo avrò sempre al mio fianco, so che sarà la mia roccia e che mi appoggerà in tutte le mie scelte, ma soprattutto so che è una rarità in questo mondo.


Neanche per un uomo la vita è facile, sai?
Poiché avrai muscoli più saldi, ti chiederanno di portare fardelli più pesanti, ti imporranno arbitrarie responsabilità.
Poiché avrai la barba, rideranno se tu piangi e perfino se hai bisogno di tenerezza.
Eppure, o proprio per questo, essere un uomo sarà un’avventura meravigliosa: un’impresa che non ti deluderà mai.
Essere un uomo significa essere una persona.

[Oriana Fallaci -Lettera a un bambino mai nato]


Con questo post partecipo alla staffetta 
che altro non è che un’iniziativa tra blogger che affrontano uno stesso argomento scelto di mese in mese e si impegnano a pubblicarlo lo stesso giorno alla stessa ora

Chi volesse saperne di più può cliccando qui.

E questi sono gli altri blog che partecipano alla staffetta:

1. Alessia scrap & craft - http://www.4blog.info/school
3. Federica Rossi - http://www.mammamogliedonna.it/
7. Io mi piaccio - http://iomipiaccio.blogspot.it/
8 Marta ufo's mom - http://www.ufomom.com
9. Francesca Lancisi - http://francescalancisi.blogspot.it/
10. Samanta Giambarresi - http://samantagiambarresi.wordpress.com/
12 Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/
15. Ilde Garritano - lemozionedellecose.wordpress.com
17.Simona-traboccante d'azzurro http://disoleediazzurro.wordpress.com/
21. Elisa Tinella unaltracosabella.blogspot.it
27. Francesca Menghi - http://www.ilcaffedellemamme.it
28. Norma - Voglio il mondo a colori : http://voglioilmondoacolori.blogspot.it
32.Sara -http://www.nuvolositavariabile.com/



giovedì 2 maggio 2013

1° Maggio


Ieri pensavo a cosa significa il lavoro.

Pensavo alla frase “il lavoro nobilita l’uomo”.

Il lavoro ci identifica e ci realizza, ci rende indipendenti e ci permette di realizzare i nostri sogni, ci fa crescere come individui con le sfide che ci propone quotidianamente, ci permette di migliorare dandoci obiettivi sempre più alti, ci fa socializzare con altri individui e allarga i nostri rapporti umani, ci insegna a collaborare ed interagire.

Il lavoro è fonte di autostima, di sicurezza di sè e di crescita personale.

Tutti dovrebbero essere messi nelle condizioni di esercitare questo diritto.
 

 

martedì 31 luglio 2012

L'essenziale è invisibile agli occhi

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo... "
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino... "
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste... "
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare?"
"È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami...
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'è un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"È possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra... "
"Oh! non è sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
"Su un altro pianeta?" "Si".
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" "No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... "
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino... "
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro,dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore. Ci vogliono i riti".
"Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... "
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore ...del grano".
Poi soggiunse: "Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio",...disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa... " sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa... "
"Io sono responsabile della mia rosa... " ripetè il piccolo principe per ricordarselo.


Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupèry

giovedì 17 maggio 2012

Anime Gemelle

La gente crede che l'anima gemella sia come un vestito che ci sta alla perfezione, e tutti la cercano per questo. E invece è uno specchio che ti mostra tutti i tuoi limiti, e attira la tua attenzione su di te, facendoti capire che è il momento di cambiare la tua vita. Una vera anima gemella è forse la persona più importante che tu possa incontrare, perché demolisce i muri che ti circondano e ti sveglia di colpo. Ma non puoi pensare di vivere sempre con lei. Per carità! Troppo doloroso. Le anime gemelle arrivano nelle nostre vite proprio per farci scoprire un'altra parte di noi stessi, un altro strato, e poi se ne vanno. Grazie a Dio se ne vanno. Tu dici, non riesco a lasciarlo andare. Ma è finita. La sua funzione era quella di darti una scossa, aprire di colpo il tuo cuore, perché potesse entrare una nuova luce, doveva farti disperare e perdere il controllo, tanto da costringerti a trasformare la tua vita.


- Ma lo amo.
- E allora amalo.
- E mi manca.
- E allora che ti manchi. Mandagli amore e luce ogni volta che pensi a lui, e poi lascialo perdere. Hai paura di mollare…perché allora sarai veramente sola..Ma devi capire questo: se sgomberi lo spazio mentale che stai dedicando al pensiero ossessivo di quest’uomo, otterrai un vuoto, una possibile apertura. E indovina che cosa farà l’universo? Ci si precipiterà dentro e ti riempirà di amore più di quanto avresti mai potuto sognare.

 “Mangia Prega Ama”
Elizabeth Gilbert

mercoledì 7 marzo 2012

Thank You


Non voglio apparire oltremodo sdolcinata.. per cui dico solo grazie.
Con tutto il cuore.
Posto questa card di ringraziamento.. colorata, come i momenti che passiamo insieme..
..e questo proverbio arabo:
Un amico è colui al quale puoi rivelare i contenuti del tuo cuore, ogni grano e granello, sapendo che le mani piu’ gentili li passeranno al setaccio e che solo le cose di valore verrano conservate, tutto il resto verrà scartato con un soffio gentile.

Ti voglio bene. Grazie


giovedì 1 marzo 2012

Te voglio bene assaje


Credo che ognuno di noi abbia il suo golfo di Surriento, quel posto particolare che ci ricorderà sempre una persona speciale.. che ci ha fatto conoscere l’amore, quello innocente, intenso, disperato, stroncato.
Quello che voltandoci indietro, non riserva rancore, ma nostalgia.. che ci strappa un sorriso al ricordo.
Questo è il mio golfo, che mi ha fatto conoscere l’amore e molto di più.. l’amore, l’amicizia, la vita.. e quindi anche me stessa.

Quel posto in cui sento il bisogno di tornare, quel posto che sento come casa mia.


Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.
Te voglio bene assaje
ma tanto, tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica, si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare.
Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo, anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica
ma sì, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.
Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai  

mercoledì 29 febbraio 2012

29 Febbraio 2012

Allora cosa cerchi? Non lo so. Forse niente, forse tutto; magari adesso più che cercare voglio vivere quello che mi capita, quello che la vita mi dà. Amo giocare. Essere libera. Sono felice di me anche quando faccio la spesa e spingo il carrello. Se mi va la sera esco, altrimenti me ne sto a casa a leggere o a guardarmi un film... Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola... Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione. Ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è neanche più...

Fabio Volo
Il giorno in più