Rimango sempre affascinata da
come il destino si prenda cura di noi, nonostante tutto il tempo che trascorriamo
a progettare la nostra vita.
Non so voi, ma io sono un habitué
di notti insonni con il vano intento di tenere gli occhi chiusi perché “..tra 5
minuti tanto mi riaddormento”, quando invece la mia mente vaga incessante da
una to do list ad un nuovo progetto. Poi al mattino tutto quello che avevo
programmato con minuzia durante la veglia notturna viene raso al suolo da una
telefonata che sconvolge tutti i piani. That’s life!
Del resto si sa che chi sopravvive
è colui che si adatta, pertanto mi riprometto sempre di non programmare la mia
vita ma di viverla come viene. …che se mi avessero detto 5 anni fa come sarei stata
ora mi sarei fatta una risata.
Luglio di questo 2015 mi ha
regalato molte soddisfazioni.
È stato un mese pieno, sia per l’organizzazione
meticolosa di un matrimonio “dark” a cui tenevo particolarmente - che vi
mostrerò in futuro - sia per gli splendidi incontri e nuove conoscenze.
Dopo tanto sentirci, commentarci
e tentare di combinare incontri incastrando le agende, finalmente siamo passati
dall’amicizia virtuale a quella reale con Sara che probabilmente molti di voi
conoscono grazie alle sue fantastiche colazioni e casette.
Sono felice di averla conosciuta
grazie a circostanze del tutto anomale per i benpensanti moralisti (da qui il
titolo di sliding doors), e ancor più contenta di aver scoperto che, oltre ad
avere in comune persone cui vogliamo entrambe bene, la passione per la carta ci
ha messo subito in sintonia. Davanti ad un chinotto in un bar del centro storico
ci siamo raccontate le nostre esperienze creative, le delusioni e le
soddisfazioni che questo hobby è in grado di regalare, insomma ci siamo
raccontate la nostra vita ed è stato un pomeriggio davvero piacevole che spero
di replicare quanto prima.
Photo by Sara
Tramite lei ed un suo delizioso
pensierino sono arrivata a conoscere meglio Jessica - alias Olivia Brusca: ero già una sua accanita
follower e grazie all’incontro con Sara sono stata spronata ad incontrarla di
persona. Diciamo che il primo incontro è stata più un’improvvisata last second
nel suo adorabile negozietto, dove siamo riuscite soltanto a presentarci. Mi
sono ripromessa di tornarci dopo le ferie per sviluppare progetti comuni e per
fare acquisti compulsivi.
Spero che oltre a seminare il suo
biglietto da visita, ci sia terreno fertile per coltivare una nuova amicizia e
collaborazione.


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